In quei giorni, il sacerdote Esdra
portò la legge davanti all’assemblea degli uomini, delle donne e di
quanti erano capaci di intendere.
Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo
spuntar della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle
donne e di quelli che erano capaci di intendere; tutto il popolo porgeva
l’orecchio a sentire il libro della legge. Esdra, lo scriba, stava sopra
una tribuna di legno, che avevano costruito per l’occorrenza.
Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in
alto di tutto il popolo; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si
alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore Dio grande e tutto il popolo
rispose: “Amen, amen”, alzando le mani; si inginocchiarono e si
prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore.
I leviti leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e con
spiegazioni del senso, e così facevano comprendere la lettura. Neemia,
che era il governatore, Esdra sacerdote e scriba e i leviti che
ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: “Questo giorno è
consacrato al Signore vostro Dio; non fate lutto e non piangete!”.
Perché tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge.
Poi Neemia disse loro: “Andate, mangiate carni grasse e bevete vini
dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché
questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché
la gioia del Signore è la vostra forza”.
Salmo
responsoriale
Salmo
18
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è verace,
rende saggio il semplice.
Gli ordini del Signore sono giusti,
fanno gioire il cuore;
i comandi del Signore sono limpidi,
danno luce agli occhi.
Il timore del Signore è puro, dura sempre;
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,
più preziosi dell’oro.
Ti siano gradite le parole della mia bocca,
davanti a te i pensieri del mio cuore.
Signore, mia rupe e mio redentore.
Seconda Lettura
Dalla
prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
1Cor 12,12-31 (forma
breve: 1Cor 12,12-14.27)
[Fratelli, come il corpo, pur
essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono
un corpo solo, così anche Cristo. E in realtà noi tutti siamo stati
battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci,
schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito.
Ora il corpo non risulta di un membro solo, ma di molte membra.] Se il
piede dicesse: “Poiché io non sono mano, non appartengo al corpo”, non
per questo non farebbe più parte del corpo. E se l’orecchio dicesse:
“Poiché io non sono occhio, non appartengo al corpo”, non per questo non
farebbe più parte del corpo. Se il corpo fosse tutto occhio, dove
sarebbe l’udito? Se fosse tutto udito, dove l’odorato?
Ora, invece, Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo, come
egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il
corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può
l’occhio dire alla mano: “Non ho bisogno di te”; né la testa ai piedi:
“Non ho bisogno di voi”. Anzi quelle membra del corpo che sembrano più
deboli sono più necessarie; e quelle parti del corpo che riteniamo meno
onorevoli le circondiamo di maggior rispetto, e quelle indecorose sono
trattate con maggior decenza, mentre quelle decenti non ne hanno
bisogno.
Ma Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne
mancava, perché non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie
membra avessero cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre,
tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le
membra gioiscono con lui. Ora [voi siete corpo di Cristo e sue membra,
ciascuno per la sua parte.]
Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli,
in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi vengono
i miracoli, poi i doni di far guarigioni, i doni di assistenza, di
governare, delle lingue.
Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti operatori
di miracoli? Tutti possiedono doni di far guarigioni? Tutti parlano
lingue? Tutti le interpretano? Aspirate ai carismi più grandi.
Vangelo
Dal vangelo
secondo Luca
Lc 1,1-4; 4,14-21
Poiché
molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi
tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni
fin da principio e divennero ministri della parola, così ho deciso
anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e
di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teofilo, perché ti
possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito
Santo e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle
sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi.
Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo
solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il
rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto: “Lo
Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con
l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio,
per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per
rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del
Signore”.
Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi
di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a
dire: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i
vostri orecchi”.