In quei giorni, il Signore disse a Mosè: “Va’,
scendi, perché il tuo popolo, che tu hai fatto uscire dal paese
d’Egitto, si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via
che io avevo loro indicata! Si son fatti un vitello di metallo fuso, poi
gli si sono prostrati dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno
detto: Ecco il tuo Dio, Israele; colui che ti ha fatto uscire dal paese
d’Egitto”.
Il Signore disse inoltre a Mosè: “Ho osservato questo popolo e ho visto
che è un popolo dalla dura cervice. Ora lascia che la mia ira si accenda
contro di loro e li distrugga. Di te invece farò una grande nazione”.
Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: “Perché, Signore,
divamperà la tua ira contro il tuo popolo, che tu hai fatto uscire dal
paese d’Egitto con grande forza e con mano potente? Ricordati di Abramo,
di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e
hai detto: Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo
e tutto questo paese, di cui ho parlato, lo darò ai tuoi discendenti,
che lo possederanno per sempre”.
Il Signore abbandonò il proposito di nuocere al suo popolo.
Salmo
responsoriale
Salmo
50
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non respingermi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato,
tu, o Dio, non disprezzi.
Seconda Lettura
Dalla prima lettera di s. Paolo apostolo
a Timoteo
1Tm 1,12-17
Rendo grazie a colui che mi ha dato la forza, Cristo
Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia chiamandomi
al ministero: io che per l’innanzi ero stato un bestemmiatore, un
persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché
agivo senza saperlo, lontano dalla fede; così la grazia del Signore
nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo
Gesù.
Questa parola è sicura e degna di essere da tutti accolta: Cristo Gesù è
venuto nel mondo per salvare i peccatori e di questi il primo sono io.
Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Gesù Cristo ha
voluto dimostrare in me, per primo, tutta la sua longanimità, a esempio
di quanti avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.
Al Re dei secoli incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria
nei secoli dei secoli. Amen.
Vangelo
Dal vangelo
secondo Luca
Lc 15,1-32 (forma
breve: Lc 15,1-10)
[IIn
quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatri per
ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: “Costui riceve i
peccatori e mangia con loro”. Allora egli disse loro questa parabola:
“Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove
nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova?
Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli
amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia
pecora che era perduta.
Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito,
che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.
O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna
e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? E dopo
averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con
me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta. Così, vi dico, c’è
gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si
converte”.]
Disse ancora: “Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre:
Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise
tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane,
raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue
sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese
venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.
Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella
regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto
saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava.
Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio
padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò
da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di
te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno
dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era
ancora lontano, il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si
gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro
il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo
figlio.
Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e
rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi.
Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,
perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed
è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a
casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa
fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre
ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo.
Egli si indignò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo.
Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai
trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far
festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i
tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello
grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò
che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo
fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato
ritrovato”.