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Parrocchia di San Pietro Apostolo
Favaro Veneto da GENTE VENETA, n. 48, 20 dicembre 2008 Verso una Comunità pastorale che nasce dal basso e dalla vita
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Quella di Favaro può essere la storia di una comunità pastorale che nasce dal basso, cioè dai parroci: i quali già si incontrano, già programmano alcune cose insieme (penitenziali, preghiera e attività di solidarietà per Tutti i Santi, gruppi per giovanissimi e giovani in comune), non sono gelosi dei propri confini e guardano con realismo alla realtà di Favaro. "I nostri parrocchiani già si conoscono, si trovano di fatto al supermercato e dal fruttivendolo", considera don Andrea Volpato. Il quale, ripercorrendo la storia delle parrocchie, ne ricorda le radici comuni. "La parrocchia madre - spiega - è S. Andrea, l'antica pieve, da cui 45 anni fa si è staccata S. Pietro. Poi, 22 anni fa, si è staccata S. Leopoldo, in seguito alla costruzione di massicci insediamenti popolari. La vicinanza con la parrocchia madre, l'amicizia dei due parroci di S. Pietro e S. Andrea (don Vincenzo Agnoletto e don Serafino Tenderini), il fatto che don Vincenzo fosse nato qui a Favaro e qui abbia sempre vissuto eccetto gli anni del Seminario e i 4 anni trascorsi a Murano (era una vera enciclopedia storica di Favaro, conosceva vita, morte e miracoli di ogni famiglia)... tutto questo spiega come a Favaro non ci siano mai stati veri muri tra le parrocchie". E a dirla tutta anche don Andrea Volpato è favarese doc; e il caso vuole che abbia la stessa età (per la verità due giorni di meno) della parrocchia che guida, S. Pietro: il 1° settembre di 45 anni fa è stata eretta, il 3 settembre di quell'anno è nato lui. Buona disposizione dei preti storia che si avvicina... cosa manca dunque alla Comunità pastorale? Restando alla lettera della nota pastorale, la creazione di un Consiglio di Comunità, che riunisca oltre ai sacerdoti i diaconi (a gennaio verrà ordinato diacono permanente Renzo Berton di S. Andrea) e una rappresentanza di laici secondo i diversi stati di vita. "La nostra mentalità ci fa far fatica", commenta don Andrea. "Siamo sempre con l'acqua alla gola e per fare le cose insieme, almeno inizialmente, ci vuole più tempo, non di meno". Ma la prospettiva è quella giusta: "Pian piano, favorendo la vita, senza forzature, ci arriveremo. Mi vien da pensare agli Atti degli Apostoli, dove si dice: "Lo Spirito Santo ci suggerì...", "Lo Spirito Santo ci vietò...". C'è una strada che il Signore ci mostra". Paolo Fusco
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