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Parrocchia di San Pietro Apostolo
Favaro Veneto da GENTE VENETA, n. 48, 20 dicembre 2008
S. Pietro: parrocchia
"normale",
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Non è facile - e secondo parroco e parrocchiani neanche giusto - dare un volto particolare alla comunità di S. Pietro di Favaro. Non ci sono "specializzazioni" o caratteristiche particolari: è una parrocchia e basta. In cui circa 200 ragazzi, dalla seconda elementare alla terza media frequentano il catechismo. Dopo la cresima sono presenti due gruppi di giovanissimi e uno di giovani, interparrocchiali, in tutto una cinquantina di ragazzi dalla prima superiore all'università, che seguono il percorso proposto dall'Azione cattolica e ne frequentano i campi estivi. D'estate, al Grest, negli ampi spazi all'aperto e negli accoglienti locali del patronato, si riuniscono oltre cento ragazzi: "E' una delle attività più ambite. Essendosi fatti una certa fama, facciamo fatica a contenere le iscrizioni...", spiega don Andrea. Quanto agli adulti, sono presenti in parrocchia ben sei Gruppi d'ascolto, più uno che fa attività - questa particolarità è da segnalare - nella casa di riposo Anni Azzurri. Anche se la residenza per anziani ricade nel territorio di Campalto, ci sono parrocchiani di S. Pietro che vi fanno animazione, mentre per la messa domenicale viene un sacerdote dal Marcianum. E' attivo inoltre in parrocchia un gruppo sposi, che si riunisce una volta al mese, dai tempi in cui era qui don Michele: la dozzina di coppie che lo costituiscono anima la vita della comunità e organizza la festa dei lustri. Vanno citate ancora la S. Vincenzo e il gruppo di signore che si dedicano al taglio e cucito e confezionano lavori per il mercatino, il cui ricavato va in beneficenza. Guardano verso i confini del mondo le collaborazioni con l'attività della Caritas a Slobozia, in Romania, e i contatti con Ol Moran in cui ha finora operato lo zio di don Andrea, don Giovanni Volpato, che è di ritorno in Italia. Un accolito e due ministri straordinari dell'eucaristia, oltre alla presenza in parrocchia di un altro sacerdote, don Marino Gambato (che è cappellano al Policlinico S. Marco), garantiscono che il pane dell'eucaristia arrivi anche nelle case degli anziani e degli ammalati. Paolo Fusco
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