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Patriarcato di Venezia
Assemblea Ecclesiale
TESTIMONI DI GESU'
RISORTO
Appunti sugli interventi pomeridiani
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prof. Henri Hude Professore di filosofia politica, Parigi
Domanda: Il nostro continente sta ritrovando sé stesso? Come l’Europa è testimone di Gesù Risorto?
Situazione dell’Europa, Progetto Globale e Evangelizzazione
Per esporre la situazione dell’Europa in rapporto all’opera della sua evangelizzazione, il metodo giusto è, a mio parere, quello di considerare il suo problema politico in profondità e in tutta la sua entità. Per politico, non dobbiamo considerare partiti e giochi di potere, amministrazione e tecnocrazia, cinema quotidiano e battage mediatico. La politica è fondamentalmente una forma inglobante della vita insieme, del legame sociale e dell’essere in comune. In questo senso si tratta di una materia che deve essere presa in considerazione da coloro che vogliono parlare adeguatamente di amore verso il prossimo.
La pertinenza politica della fede cristiana per il futuro della città libera e del genere umano in un mondo globalizzato costituirà sempre più uno degli argomenti di credibilità indispensabili per accogliere la fede in Cristo. Ciò non contrasta né con l’instancabile carità umile e quotidiana né con la semplice testimonianza personale; ma ne costituisce piuttosto una modalità essenziale, soprattutto per coloro che sono portatori della vocazione più speciale.
Ebbene, ogni vita in comune ha bisogno di strutturarsi attorno a un progetto collettivo. La situazione dell’Europa a tal proposito può essere analizzata come una crisi o una carenza di progetto. Quelli che già esistono non sono sufficientemente “mobilizzatori”. Quelli che potrebbero mobilizzare non esistono o permangono invisibili.
Ecco perché vorrei che la presente riflessione passasse attraverso i seguenti punti:
Ogni vita in comune ha bisogno di strutturarsi attorno a un progetto collettivo. Questo bisogno culturale è importantissimo per l’evangelizzazione.
1. L’Europa ha un progetto?
Cita un’affermazione recente: “Gli europei non sanno dove stanno andando perché i loro capi non mostrano loro dove andare”. Pericolo: potrebbero seguire nazioni dominanti. Citazione di varie opinioni sulle potenze internazionali: USA e Cina, India, Islam… L’Europa regredisce, fa fatica a far fronte al suo invecchiamento. Raggiunta dall’Asia nel 2020 rischia di capitolare sul fronte dell’alta tecnologia. Le leadership europee accettano un liberismo acquisito. Intendono adattare l’Europa alle regole del gioco dell’economia globale. Favoriscono l’integrazione, a tutti i costi l’espansione tecnologica. Questo è il progetto europeo ma fatica a diventare patrimonio dei popoli, manca la cooperazione. Questo progetto non può attuarsi senza la forza dello spirito: lo scetticismo non fa andare avanti. Sarebbe necessario che l’Europa riconoscesse il posto strutturante del cristianesimo (V. islam e musulmani). Come riformare le strutture sociali senza rafforzare la solidarietà? Bisogna rimettere il cristianesimo nel circuito e rifarsi a un altro progetto europeo e anche globale, che dovrebbe proporre soluzioni globali: famiglia, istruzione, società, cultura, libertà, politica, patria, Europa e genere umano, guerra giusta e cardine nuovo della pace. Temi tutti affrontati dall’Europa del passato. Come, data la nostra cultura, si potrebbe realizzare un tale progetto senza il cristianesimo? L’Europa ha bisogno di un progetto, la Chiesa ha bisogno dell’Europa e quindi ha bisogno di partecipare alla realizzazione di questo progetto.
2. Un progetto “mobilizzatore” coinvolge lo spirito?
Questo non significa né compromettere la libertà politica né la pienezza della religione. Cristo è il vero Signore di una città viva e fraterna. Giovanni Paolo II era leader in questa cultura e etica dell’amicizia: necessarie. La politica deve essere definita come un’amicizia, al di là di una dimensione di convenienza. Rapporto politica/religione: problema del conflitto nel cuore dell’uomo. Citazione: “Il XIX secolo ha voluto essere il secolo libertà/ingiustizia, eguaglianza/totalitarismo”. Il nostro secolo deve essere quello della fraternità, agape: far sì che Cristo abbia il suo posto nella città libera.
3. La Chiesa e l’amicizia in una città libera
Se il progresso militare e tecnologico continua senza freni, tra qualche anno l’Europa subirà l’autodistruzione. Problema demografico: crescita e occupazione di spazio. Per chi si affida alla Provvidenza questi problemi non esistono. La fecondità è la risposta alla crescita tecnologica. Giovanni Paolo II: “Il Cristianesimo come compito”. Il mondo ha bisogno dell’Europa come soggetto suscettibile ad evolversi e che sia capace di andare avanti. Ma l’Europa deve auto-analizzarsi e riconciliarsi con il cristianesimo e la “mia Chiesa”. In Europa non c’è attesa della politica, ma aspettative su “beni comuni”. Abbiamo visto la fine dei regimi totalitari, ci troviamo in un momento della storia in cui il bene comune richiede una nuova visione del futuro: il mondo ha bisogno di un’Europa in cui la Chiesa sia viva, la Chiesa ha bisogno di un’Europa feconda. prof. Lorenzo Ornaghi Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Domanda: Come si caratterizza il contesto italiano?
Lasciamo l’ambito dottrinale e partiamo dalle interviste. Senso di disorientamento e incertezza: la caduta di orizzonti temporali per i singoli e per la comunità, sembra che l’attesa e la prospettiva sia cessata, si ha alle spalle solo un passato che appare come “manipolabile”. Il presente è in bilico tra l’aspettative e la consapevolezza della necessità di rinnovare e la difficoltà a cambiare, a lasciare lo stato attuale. Stesso disorientamento che ha la classe politica. Come facciamo ad avere confidenza nel futuro, a pensare che sia modellabile da noi se non abbiamo speranza? Aspetti preziosi per il nesso speranza/futuro vengono dalle testimonianze: - anelito di concretezza, attraverso il quale chiediamo realtà, esperienza; - coscienza che guardare al futuro significa scontrarsi con molte difficoltà; la politica sembra scollata dalla società,chiusa, incapace di sentirne “il ventre”; - si rileva che stanno perdendo consistenza le strutture alle quali si riconosceva il compito di far acquisire identità; - l’anelito di concretezza non si traduce in lamentazione: diventa esso stesso vita vissuta. Noi abbiamo già il travaglio del parto. Il volontariato è un segno della concretezza, espressione di solidarietà che non è periferia ma cuore della struttura sociale. 1) la fiducia, confidenza nella forza innovatrice del futuro della famiglia, nella forza del domani che sono i figli, V. i dati di natalità allarmanti; 2) la scuola, la formazione e la libertà dell’educazione. Il nostro processo educativo è davvero in grado di formare incontri? Tra maestri appassionati e giovani? I movimenti, ciascuno con il suo carisma, stanno svolgendo una funzione fondamentale di formazione; 3) rapporto società e politica: come per l’Europa c’è bisogno di un ethos condiviso, anche per l’Italia, per superare la stagnazione tra le parti. E’ necessario per ricongiungere gli anelli della catena internazionale, di spronare la politica, che riporti alla sua importanza la vita. “Ogni vita ci insegna, ogni vita ci impegna”: Giovanni Paolo II. Le mode rischiano di ingoiare l’essenza della nostra nazione. Saremmo un sistema in declino davvero se non capissimo l’importanza della vita. Necessità di riflettere sul tema dell’antropologia. Per entrare con speranza e fiducia nel futuro bisogna riflettere, oltre all’antropologia, sulla tradizio, che significa trasmissione non solo di atti, di comportamenti, ma di valori, vale a dire testimonianza. Dobbiamo evitare l’azzeramento del tempo futuro, testimoniare per riaccendere in me e in che mi è vicino la speranza. Capacità di testimoniare è volontà di sperare. prof. Ilvo Diamanti Sociologo, Professore di Scienze Politiche all’Università di Urbino
Domanda: Quali sono le caratteristiche tipiche del Nord-Est rispetto all’Italia?
Perché nel NE la Chiesa ha avuto storicamente un ruolo così importante per la società e perché lo mantiene? Ciò che specifica la società del NE è nel ruolo svolta dalla Chiesa al suo interno, come organismo che organizza i suoi caratteri. La stessa definizione NE è rispetto a Roma, potere politico, Torino e Milano, potere economico/industriale: noi siamo la periferia di questi centri. La caratterizziamo per la distanza dal potere e dalle istituzioni (più bassi indici di sfiducia nelle istituzioni e nelle grandi imprese). Attraverso quali elementi si struttura lo specifico elemento del NE? 1) il lavoro in quanto tale, non tanto come capacità produttiva. Etica cristiana fondata sulla piccola attività locale; spinta all’autonomia, al lavoro autonomo, senza padrone; 2) comunità, policentrismo: non c’è un centro”capitale”, ci sono tanti piccoli centri. La comunità è istinto di sopravvivenza, necessità; 3) la famiglia: fondamento del lavoro autonomo, realtà che fonda e forma le comunità locali La Chiesa svolge un ruolo politico fondativo per questi tre elementi: fonda l’etica del lavoro, fonda la comunità (l’organizzazione, la previdenza, la ricreazione, l’assistenza, finanza, piccolo credito) La Chiesa riempimela vita quotidiana di senso, le dà un futuro, un progetto, la speranza entra nella vita quotidiana. Negli anni ’60 questa società smette di essere periferica e diventa il nuovo centro. Questa società si auto-promuove e le sue ambizioni si attaccano al lavoro. Il policentrismo sparisce, diventano un unico grande agglomerato: la Chiesa viene superata con la forza del lavoro. La convinzione di poter far da soli, che la politica non serve: questo sta alla base del rapporto politica/società “Noi abbiamo la famiglia, il lavoro: bastiamo a noi stessi”. Questo è un pericolo che spiega anche la scarsa partecipazione alla Messa ecc. Laicizzazione prodotta dal cambiamento, figlia di industrializzazione, capitalizzazione… La perdita del ruolo della Chiesa e degli indici di frequenza religiosa è perché la Chiesa non riescea a interpretare il cambiamento, lo sviluppo, si chiude e guarda il passato, quando era sostegno della ruralizzazione, si ancora al passato… Sta assumendo un ruolo in ripresa: la crisi del modello del NE sta restituendo il suo ruolo alla Chiesa. Il legame tra lavoro ed economia produce insicurezza perché ci si sente parte del quadro e dei problemi internazionali. Si teme la delocalizzazione all’estero delle imprese, l’immigrazione. Il problema della nostra realtà è la paura per il proprio futuro, si chiude in sé stessa. Qui riprende forza la chiesa, la politica religiosa sta riprendendo spazio nei centri urbani perché sta dando risposte ai problemi rilevanti, alla globalizzazione, agli immigrati, offre servizi, parla e opera. Per esempio la questione di guerra e pace: è significativa come aspettativa del futuro, il senso della comunità, del senso comune dei valori. La comunità è strettamente legata alla pratica religiosa, all’attenzione alla solidarietà. La Chiesa trova un ruolo in una società in crisi con sé stessa: ne interpreta l’essere, le necessità di proiettarsi nel futuro. Sotto questo profilo ha un ruolo fondamentale, fa parte della società, permette di andare avanti, di guardare avanti. prof. Luca Antonelli e avv. Paola Dalla Valle Venezia
Lettura del cammino sapienziale della Chiesa Veneziana
1. Dalle testimonianze alla testimonianza
a) L’incontro con Gesù risorto al centro di ogni testimonianza Tutte le testimonianze parlano dell’incontro con Gesù: senza Gesù risorto non ci può essere testimonianza. La resurrezione di Gesù cambia la prospettiva della nostra vita, nella sua quotidianità, nella ferialità.
b) Gesù testimone di Verità
c) Diversità degli incontri e pluralità delle manifestazioni dello Spirito La diversità delle testimonianze interroga la nostra libertà: è necessario trovare una chiave per leggerle in un’ottica unica. Attingiamo alla Scrittura. Tommaso, Saulo sarà folgorato e dovrà fidarsi degli altri perché la vista non gli viene restituita. Questa è la modalità di come l’infinito si manifesta in noi.
d) Dal bisogno del fratello all’incontro con Cristo Spesso l’incontro con Gesù parte dal bisogno del fratello: il dialogo con la Samaritana parte da una richiesta, Zaccheo viene provocato da Gesù. Gesù ci provoca, ci interpella attraverso l’altro, da questo può nascere una storia di fede. Il rapporto con i fratelli è il luogo privilegiato del rapporto con Gesù.
e) La morte della singolarità e la sua trasfigurazione in Cristo Gesù trasfigura la nostra singolarità in un rapporto dialettico della nostra … unione con Dio.
2. La Diocesi di Venezia e le sfide per il futuro
a) Dall’altro a Cristo: i luoghi dell’incontro e della sfida A partire da questi incontri possiamo arrivare a testimoniare il nostro incontro con Gesù Risorto. In primis l’ambito familiare, dove il superamento del “Sì” racchiude il valore cristiano. Necessità di fare scelte (giovani coppie) senza temporeggiare. Capacità di arrendersi alla dimensione del seme che muore per lasciare frutto.
b) La vita della famiglia nella sacramentalità del matrimonio Necessità di proporre con autorevolezza il dono del matrimonio. Necessità anche di prepararsi al cammino dopo il matrimonio. Il cammino degli sposi: aiutarli al discernimento di Gesù Risorto nella vita quotidiana (educazione dei figli, stile di vita); accompagnarli nella ricerca di spazi per la preghiera, sia come singoli che come coppia; non dimentichiamo chi vive in situazioni di crisi, la Chiesa deve essere madre misericordiosa.
b) La vita ecclesiale: la Parrocchia e la sfida missionaria Il primo luogo dove trovare Gesù Risorto è la comunità ecclesiale. Le comunità devono essere luogo di ricarica di energie spirituali, che si veda attorno che i cristiani la domenica si rigenerano.
d) Il dialogo con la diversità: il ruolo della presenza culturale cristiana nella società Il dialogo con le altre culture presuppone l’apertura all’altro, la disponibilità ad incontrarlo dove lui è disposto a colloquiare. Solo l’incontro reale e quotidiano con Gesù Risorto ci saprà guidare. |